studio legale FANELLI GORGOGLIONE & ASSOCIATI - Milano


giovedì 21 giugno 2018

News

La decorrenza del termine per impugnare nella procedura fallimentare: comunicazione o notificazione?

Rigettando la tesi secondo cui l'art.26 L. fall., nella sua formulazione novellata, con espressa previsione della decorrenza del termine perentorio per impugnare dalla comunicazione o dalla notificazione del provvedimento (d.lgs. 9 gennaio 2006 n.5, emendato, in parte qua, dal d. lgs. 12 settembre 2007 n. 169), sarebbe riferibile al solo reclamo al tribunale o alla corte d'appello; ma non pure al ricorso per cassazione, tuttora soggetto, senza deroghe, al criterio generale di cui all'art. 326 cod. proc. civile, che prefigura come dies a quo la notificazione del provvedimento, la Corte di Cassazione, sez. I Civile, con sentenza 17-30 luglio 2012, n. 13565, Presidente Vitrone, Relatore Bernabai, ha chiarito che "l'espressa previsione della decorrenza del termine per impugnare dalla comunicazione o dalla notificazione del provvedimento contenuta nell'art.26 L. fall., in linea con l'analoga disciplina delle impugnazioni allo stato passivo (art.99 L. fall.), non costituisce deroga ad una regola generale (come tale, soggetta al canone di stretta interpretazione); bensi', espressione di un principio informatore della lex specialis, consentaneo con la natura concorsuale dei diritti fatti valere.  In tesi generale, la notificazione del provvedimento e', infatti, atto di impulso volitivo e discrezionale della parte vittoriosa che si attaglia ad un rapporto processuale tra parti definite, destinatarie esclusive della pronuncia ed arbitre insindacabili della scelta di accelerare la definizione del processo, mettendo in moto il termine breve per l'impugnazione (art. 326 cod. proc. civ.). Laddove, la potenziale efficacia riflessa di un provvedimento ex art.26 L. fall., sull'intero ceto creditorio, nell'ambito di una procedura concorsuale caratterizzata da esigenze di speditezza, appare incompatibile con i tempi legati all'ordinaria iniziativa di parte e giustifica, quindi, la decorrenza del termine per impugnare gia' a partire dalla conoscenza legale acquisita con la comunicazione di cancelleria (art. 136 cod. proc. civ.: Cass., sez. 1, 10 Giugno 2011, n.12732). Senza spazio alcuno per distinzioni tra i vari mezzi ordinari di impugnazione, all'insegna di un eclettismo disarmonico con la ratio sottesa alla disciplina speciale.
Alla luce di tali principi, appare dunque precluso da tardivita' il ricorso per cassazione del liquidatore giudiziale, notificato oltre il termine di 60 giorni dalla comunicazione del decreto del tribunale, senza ricorrenza di proroghe di diritto (art. 155 cod. proc. civ.)".

News

Studio Legale FANELLI GORGOGLIONE & ASSOCIATI - p.iva 06573980965
20122 Milano, Via Luciano Manara 5
tel. 02.944.33.000 (RA) fax 02.944.33.001
eMail: avvocatiassociati@fanelligorgoglione.eu

sviluppo web logovia