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mercoledì 17 gennaio 2018

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La compensazione legale e i suoi presupposti

Rigettando la tesi secondo cui non difetta di certezza ed è, quindi, opponibile in compensazione il credito riconosciuto da una sentenza che, pur se gravata da appello, sia comunque provvisoriamente esecutiva ex art. 282 c.p.c., la Corte di Cassazione, sez. III Civile, con sentenza 18 febbraio - 12 aprile 2011, n. 8329, Presidente Finocchiaro, Relatore Barreca, ha osservato che ""la compensazione legale presuppone la coesistenza di due debiti che, facendo capo a due distinte persone, si "estinguono per le quantità corrispondenti" (arg. ex art. 1241 c.c.): essa quindi opera di diritto al momento della coesistenza dei debiti, pur se necessita di apposita eccezione in sede processuale. Tra i presupposti di operatività della compensazione, vi è quello della certezza dei debiti che - pur non essendo espressamente enunciato, come i presupposti della liquidità e dell'esigibilità, previsti dall'art. 1243 c.c. è indefettibile, sia dal punto di vista sostanziale, non potendo operare la compensazione quando il credito è condizionato o incerto per quanto riguarda l'oggetto o il soggetto che ne è titolare, sia dal punto di vista processuale. Si deve, infatti, trattare di debiti accertati giudizialmente in via definitiva o nascenti da rapporti non contestati in sede processuale: qualora sia in corso un accertamento giudiziale sull'esistenza del debito e questo sia contenuto in una sentenza non ancora passata in giudicato, la situazione di coesistenza non è definitiva, ma suscettibile di modificazione, potendo il titolo giudiziale essere caducato o modificato. Ne segue l'incertezza del debito sub iudice, anche quando la sentenza non irrevocabile che ha risolto la contestazione sia provvisoriamente esecutiva (cfr. Cass. n. 4423/87, n. 4074/74). Infatti, la provvisoria esecutività rende il credito esigibile, ma non ancora certo, con l'ulteriore considerazione che la contestazione del credito può comportare anche il difetto di liquidità (cfr. già Cass. S.U. n. 2234/75, nonchè Cass. n. 4161/82, n. 4073/98, n. 14818/02 e, da ultimo, n. 13208/10), vale a dire un'obiettiva incertezza circa l'ammontare del debito, che impedisce la compensazione legale perché non è possibile determinare in quale misura dovrebbe operare l'estinzione tra le reciproche posizioni debitorie"".

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