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giovedì 20 settembre 2018

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La cessione all'inps dei crediti verso lo stato ed altri enti pubblici

Con ricorso al Tribunale Alfa proponeva opposizione avverso i decreti ingiuntivi concernenti i contributi previdenziali dovuti, asserendo che le relative somme non erano dovute per avere ceduto all'Inps i crediti vantati nei confronti del Comune, ai sensi dell'art.4, comma 12 Legge n. 412/1991. Il Tribunale accoglieva l'opposizione, ma la C.A. riformava la sentenza e rigettava. Rigettando il ricorso di Alfa, la Corte di Cassazione, sez. lav., con sent. 20 febbraio 2012, n.2414, pres. Miani Canevari, rel. La Terza, ha ribadito il principio che "la validita' e efficacia della cessione, da parte dei datori di lavoro, dei crediti maturati nei confronti dello Stato, di altre pubbliche amministrazioni o di enti pubblici economici, al fine del pagamento dei contributi previdenziali, oltre all'osservanza di specifici requisiti formali (atto pubblico o scrittura privata autenticata, in base al R.D. n. 2440 del 1923, art. 69, sull'amministrazione del patrimonio e sulla contabilita' generale dello Stato), presuppongono che il credito ceduto sia certo, liquido ed esigibile, che il cedente notifichi l'atto di cessione all'istituto previdenziale e all'amministrazione debitrice, e che quest'ultima, entro 90 giorni dalla notifica, comunichi il riconoscimento della propria posizione debitoria, con la conseguenza che, ove risulti carente taluna delle indicate fasi o condizioni, non si verifica il perfezionamento della cessione e non puo' conseguirsi l'estinzione dell'obbligazione contributiva" (Cass., 14 giugno 1995 n. 6711; 2 settembre 1996, n. 8025; 16 ottobre 2003 n. 15519, n. 28295 del 2005, n. 489 del 13/01/2009 e ordinanza 494/2011).

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