studio legale FANELLI GORGOGLIONE & ASSOCIATI - Milano


mercoledì 17 gennaio 2018

News

Inammissibile la condanna di ufficio di tutte le parti ex art. 96 cpc

Contrariata dal fatto che la cognata e nipoti, comproprietari del medesimo fabbricato, avevano proceduto alla tinteggiatura della facciata, Tizia propone ricorso per manutenzione del possesso innanzi al Tribunale di Trani, Sezione distaccata di Andria, chiedendo il ripristino stato del colore della facciata. Il giudice, rilevato che il contrasto si innestava "su un pregresso presupposto di litigiosita' intrafamiliare, che le parti hanno ritenuto di dover sfogare dinanzi al Tribunale", solleva questione di legittimita' costituzionale dell’articolo 96, primo comma, del codice di procedura civile, "nella parte in cui non prevede che la parte soccombente o entrambe le parti, che abbiano agito o resistito in giudizio con mala fede o colpa grave possano essere condannate, d’ufficio, al risarcimento dei danni nei confronti dello Stato ed, in particolare del Ministero della Giustizia, per manifesta temerarieta' della lite", deducendo il contrasto con gli articoli 3, primo e secondo comma, 24, primo comma, e 111, secondo comma, della Costituzione.  La Corte Costituzionale, con sentenza 31.05.2012 n. 138, pres. QUARANTA, red. MORELLI, ha dichiarato la questione manifestamente inammissibile.
Secondo la Corte, "la questione sollevata presenta una pluralita' di soluzioni in ordine al possibile contenuto della richiesta pronuncia additiva, nessuna delle quali costituzionalmente vincolata e la cui scelta e', quindi, rimessa alla discrezionalita' del legislatore (tra le altre, ordinanze n. 7 del 2012, n. 70 del 2009; sentenza n. 251 del 2008), nelle specie ancor piu' ampia vertendosi in tema di disciplina degli istituti processuali, modulabili dal legislatore con il solo limite di un intervento non manifestamente irragionevole o arbitrario (ex plurimis, ordinanza n. 141 del 2011). Pertanto, la soluzione auspicata dal rimettente e', una della tante possibili in tema di conformazione della disciplina sulla responsabilita' aggravata 'per lite temeraria', palesandosi, inoltre, del tutto eccentrica rispetto al sistema processuale civile in essere, cosi' da assurgere piuttosto a proposta di politica legislativa in materia processuale anche al fine di ovviare ad esigenze deflattive del relativo contenzioso. Infatti, deviando dal principio che vuole, in detta disciplina, coinvolte esclusivamente le parti del processo, anche nel caso della condanna d’ufficio alla pena pecuniaria, il rimettente intende aprire ad una sorta di sanzione 'amministrativa' per il pregiudizio recato ad un interesse pubblico, quello alla celerita' del processo ed alla sostenibilita' dei suoi costi"

News

Studio Legale FANELLI GORGOGLIONE & ASSOCIATI - p.iva 06573980965
20122 Milano, Via Luciano Manara 5
tel. 02.944.33.000 (RA) fax 02.944.33.001
eMail: avvocatiassociati@fanelligorgoglione.eu

sviluppo web logovia