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mercoledì 17 gennaio 2018

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Il problema della distrazione delle spese, fra legittimazione attiva ed errore materiale

L'avv. Tizio, difensore distrattario di Sempronio, opponente in una procedura esecutiva intentata nei suoi confronti dalla Banca, ricorre per la (parziale) cassazione della sentenza di accoglimento dell'opposizione, lamentando l'omessa attribuzione a lui delle spese ed il mancato riconoscimento della maggiorazione per spese generali. Dichiarando inammissibile il ricorso, la Corte di Cassazione, sez. III Civile, con sentenza 30 marzo - 3 maggio 2011, n. 9699, Presidente Trifone, Relatore De Stefano, ha evidenziato che: a) anche nel rispetto del principio costituzionale della ragionevole durata del processo, "in caso di omessa pronuncia sull'istanza di distrazione delle spese proposta dal difensore, il rimedio esperibile, in assenza di un'espressa indicazione legislativa, è costituito dal procedimento di correzione degli errori materiali di cui agli artt. 287 e 288 c.p.c., e non dagli ordinari mezzi di impugnazione, non potendo la richiesta di distrazione qualificarsi come domanda autonoma (cfr. sezioni unite, sentenza 7 luglio 2010 n. 16037; v. anche Cass. 10 gennaio 2011 n. 293); b) non sussiste la legittimazione diretta del distrattario in ordine alla contestazione della congruità o legittimità della liquidazione delle spese e segnatamente del riconoscimento espresso della maggiorazione forfetaria per spese generali: in tali ipotesi l'unica legittimata a sollevare doglianze di merito è la parte rappresentata, quale soggetto comunque obbligato, nel rapporto con il professionista, a soddisfarlo delle sue pretese (per tutte, v. Cass. 6 marzo 2006 e Cass. 20 ottobre 2005 n. 20321); al contrario, resta preclusa al difensore distrattario l'impugnazione in proprio quanto alla pronunzia sulle spese, mentre solo nel caso in cui sorgesse contestazione non sull'entità (o sulla compensazione) delle spese, ma sulla legittimità della disposta distrazione si instaurerebbe uno specifico rapporto processuale, in cui il difensore potrebbe assumere la qualità di parte e l'impugnazione sarebbe proponibile anche da quest'ultimo ovvero contro lo stesso (Cass. 19 agosto 2003 n. 12104)

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