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giovedì 13 dicembre 2018

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Cassazione: il problema dell'omessa pronuncia e il suo superamento

Dopo aver premesso che "l'inosservanza dell'obbligo della motivazione su questioni di fatto integra "violazione di legge", e come tale è denunciabile con il ricorso per cassazione, quando si traduca in mancanza della motivazione stessa (con conseguente nullità della pronuncia per difetto di un requisito di forma indispensabile), la quale si verifica nei casi di radicale carenza di essa, ovvero del suo estrinsecarsi in argomentazioni non idonee a rivelare la ratio decidendi, caso che integra la cosiddetta motivazione apparente (Cass. 24 novembre 2006 n. 24985, Cass. 3 novembre 2008 n. 26426, Cass. 16 luglio 2009 n. 16581), la Corte di Cassazione, sez. III Civile, con sentenza 30 marzo-3 maggio 2011, n. 9695, Presidente Trifone, Relatore De Stefano, ha precisato che "alla luce dei principi di economia processuale e della ragionevole durata del processo come costituzionalizzato nell'art. 111, comma 2, Cost., nonché di una lettura costituzionalmente orientata dell'attuale art. 384 c.p.c. ispirata a tali principi, una volta verificata l'omessa pronuncia su di un motivo di impugnazione, la Corte di legittimità può omettere la cassazione con rinvio della sentenza impugnata e decidere la causa nel merito allorquando la questione di diritto posta con il suddetto motivo risulti infondata, di modo che la pronuncia da rendere venga a confermare il dispositivo della sentenza gravata e, sostanzialmente, determinandosi l'inutilità di un ritorno della causa in fase di merito, sempre che si tratti di questione che non richiede ulteriori accertamenti di fatto (Cass. 1 febbraio 2010 n. 2313).

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