studio legale FANELLI GORGOGLIONE & ASSOCIATI - Milano


giovedì 20 settembre 2018

News

Ancora sulla revocatoria fallimentare delle rimesse di conto corrente

Dopo aver rilevato che "in tema di revocatoria fallimentare delle rimesse in conto corrente bancario, la mancata indicazione dei singoli versamenti di cui si chiede la revoca non comporta l'indeterminatezza dell'oggetto e del titolo della domanda, per la cui individuazione risulta sufficiente l'indicazione del conto corrente sul quale le rimesse sono affluite e dell'arco temporale in cui sono state effettuate, eventualmente accompagnata dalla precisazione del loro importo complessivo, che costituisce la somma di cui si chiede la restituzione (cfr. Cass. Sez.I, 30 maggio 2008, n.14552; 22 giugno 2007, n.14676; 31 marzo 2006, n.7667; 5 aprile 2005, n.7074; 12 novembre 2003, n.17023), la Corte di Cassazione, sez. I Civile, con sentenza 16 novembre 2011 - 4 maggio 2012, n. 6789, presidente Plenteda, relatore Mercolino, ha precisato che "le rimesse in conto corrente in tanto sono revocabili, ai sensi dell'art. 67 cit., in quanto all'atto della rimessa il conto risulti scoperto, per tale dovendosi ritenere sia il conto non assistito da apertura di credito che presenti un saldo a debito del cliente, sia quello in cui si sia verificato uno sconfinamento dal fido convenzionalmente accordato al correntista, con la conseguenza che, per valutare il carattere solutorio o ripristinatorio della rimessa, occorre riferirsi al saldo disponibile nel momento della singola rimessa (cfr. ex plurimis, Cass., Sez. I, 28 febbraio 2007, n. 4762; 23 novembre 2005, n. 24588; 13 maggio 2005, n. 10122), il quale non coincide necessariamente né con il saldo per valuta, né con quello contabile delle operazioni risultanti dall'estratto conto (cfr. tra le più recenti, Cass., Sez. I, 28 febbraio 2007. n. 4762, cit.; 6 dicembre 2006, n. 26171; 23 novembre 2005, n. 24588, cit.).  Peraltro, una volta proposta l'azione revocatoria fallimentare, l'attore può limitarsi a sostenere che tali versamenti, intesi come fatti solutori, avvennero per il rimborso di somme anticipate dalla banca in conto corrente, mentre incombe alla banca l'onere di provare la sussistenza dell'apertura di credito ed il suo limite (cfr. Cass., Sez. 1, 15 settembre 2006, n. 19941; 9 luglio 2005, n. 14470).

News

Studio Legale FANELLI GORGOGLIONE & ASSOCIATI - p.iva 06573980965
20122 Milano, Via Luciano Manara 5
tel. 02.944.33.000 (RA) fax 02.944.33.001
eMail: avvocatiassociati@fanelligorgoglione.eu

sviluppo web logovia